G.INS.E.N.G – GINnastica INSieme E Nuovi Giochi 

Per le Neo mamme e Bebè, per la Famiglia

 

Progetto ideato da Dott.ssa Beatrice Andalò

 

 

Obiettivi

L'attività G.INS.E.N.G nasce come un programma di attività motoria a corpo libero rivolto alle neomamme con i loro bambini (in fascia 3-9 mesi), in cui si alternano esercizi di ginnastica e attività di gioco. 

G.INS.E.N.G è una attività ideata con una precisa finalità educativa: promuovere contemporaneamente il benessere psicofisico della mamma e del bambino. Per questo le proposte nascono dalla sintesi di elementi dell’educazione posturale (per il benessere fisico della mamma nel post-parto) e giochi psicomotori (per il benessere del bambino). Il tutto "a stretto e in continuo contatto" in modo che l'esperienza sostenga anche la relazione tra la mamma e il suo bambino.

Il laboratorio G.INS.E.N.G propone un contesto di attività per neomamme integrato con componenti tipiche dell’attività psicomotoria per il bambino.

 

 

L'integrazione tra l’ attività rivolta alla mamma e al bambino viene già programmata nell' organizzazione dei tempi che scandiscono ogni singolo incontro, che prevedono la successione di 6 momenti:

  1. l’ accoglienza della diade mamma-bambino e accoglienza del gruppo; 

  2. rituale iniziale, che consiste in un gioco tattile che la mamma esegue sul proprio bambino; questo gioco viene ripetuto, uguale, in tutte le apertura di ogni incontro; il gioco che solitamente viene proposto è la “spolverata”;

  3. prima parte di attività motoria/educazione al sentire corporeo con due esercizi rivolti alla mamma;

  4. l’ intervallo, che viene collocato tra la prima e la seconda parte dell'attività, è un momento di  gioco tattile (anche utilizzando materiali come mediatori) che la mamma esegue sul proprio bambino;

  5. la seconda parte di attività motoria/educazione al sentire corporeo per la mamma è strutturata su una proposta/esercizio;

  6. il rituale finale di saluto: gioco tattile che la mamma esegue sul proprio bambino.

Questa ritualità permette alla diade mamma - bebè di inserirsi in un contesto protetto e accogliente, che viene vissuto anche come facilitante. 

 

La Storia di G.INS.E.N.G. e la Ricerca

 

L'efficacia della proposta G.INS.E.N.G. Nel periodo 2009-2014, i 400 nuclei familiari partecipanti ai laboratori G.INS.E.N.G sul territorio della Provincia Autonoma di Trento sono stati monitorati attraverso una specifica ricerca che puntava a raccogliere dati in grado di sostenere l'intenzionalità educativa che ha orientato la progettazione dell'attività G.INS.E.N.G, e cioè che si possano creare contesti di esperienza corporeo-motoria in cui si riesca a soddisfare contemporaneamente sia le esigenze delle neo-mamme - che necessitano, dopo il parto, di ritrovare forza e benessere psicofisico - sia quelle dei bambini che nei primi mesi di vita hanno bisogno di vivere esperienze significative “a stretto contatto con la propria mamma”.  

La finalità della ricerca è stata pertanto quella di esplorare l'esperienza del fare ginnastica assieme in relazione sia al benessere psicofisico della madre che al benessere del bambino nell'interazione. 

Il relazione al primo campo d'indagine - il benessere psicofisico della mamma - la ricerca ha puntato a confermare gli studi precedenti che hanno evidenziato l'efficacia della pratica motoria nei primi mesi successivi al parto sia sul piano fisico che psicologico; nello specifico, è stato ipotizzato che:

  1. il programma di attività motoria proposto nel laboratorio possa intervenire sulle condizioni fisiche della neomamma per contrastare i dolori perineali (Ahlund, Nordgren, Wilander, Wiklund, & Fridèn, 2013; Kim, Kim, & Oh, 2012; Morgan 1972) e/o migliorare la postura e/o ridurre la sintomatologia in zona lombo-dorsale (Chaudry, Rashid, & Shah, 2013; Kim, Kim, & Oh, 2012; Yoo, 2013).

  2. la pratica dell'attività motoria offerta nel laboratorio possa intervenire sullo stato psicologico della neomamma contribuendo, ad esempio, a migliorare la percezione di sicurezza di sé nel movimento e/o il livello di consapevolezza corporea e/o l'umore (Bandura, 1997; Carless & Faulkner, 2003; Craft, 2005; Paluska & Schwenk, 2000).  

 

Non essendo stato possibile utilizzare uno strumento di rilevazione dati ex-ante ed ex-post, ma soltanto un questionario ex-post, l'efficacia dell'intervento ha potuto riferirsi soltanto ad un eventuale miglioramento percepito, emerso dalle risposte offerte dalle neomamma ad alcune specifiche domande del questionario. In riferimento alla variabile "umore", sarà possibile integrare le risposte del questionario con i dati dello schema di codifica sullo stato edonico della mamma (applicato ai video selezionati per la parte di ricerca relativa al benessere del bambino).

Infine, sempre in relazione al primo campo di indagine, è stato ipotizzato che:

  1. il laboratorio, come viene organizzato, proposto e condotto, possa promuovere il trasferimento dell'attività nell'ambiente quotidiano. Per indagare questo effetto, è stato scelto come indicatore la ripetizione dell'attività a casa, chiedendo alle neomamme di specificare la frequenza dell'attività, la durata della singola sessione, la selezione e la combinazione degli esercizi; anche in questo caso sono state inserite nel questionario apposite domande per la rilevazione.

    

In relazione al secondo campo di indagine - il benessere del bambino nell'interazione - la ricerca ha puntato a evidenziare la funzione regolativa del contatto tattile e a far emergere i meccanismi di co-regolazione tattile attivati dal bambino, soprattutto nel momento in cui la disponibilità della mamma non è totale (cioè mentre svolge gli esercizi). L'elemento di novità della ricerca relativamente a questo secondo campo di indagine è rappresentato dal contesto. Nei precedenti studi tale funzione regolativa del tocco è stata indagata principalmente utilizzando l'interazione diadica faccia-a-faccia in contesto naturale o la procedura sperimentale della Still-Face, in cui il periodo del Volto Immobile veniva proposto con/senza la presenza di contatto tattile da parte della madre (Jean & Stack, 2012; Stack & Arnold, 1998; Stack & Muir, 1990). Il contesto in cui sono stati raccolti i dati del presente studio è un contesto di vita (corso post-parto presso consultorio familiare) anche se non domestico; è, inoltre, un contesto di esperienza di gruppo. Per far emergere la funzione regolativa del contatto tattile (ed eventuali variazioni), sono state selezionate cinque situazioni, due in cui la disponibilità della madre all'interazione diadica è maggiore (momento del gioco libero durante l'accoglienza e del gioco di contatto) e tre in cui è minore (mentre svolge esercizi di ginnastica); di queste ultime tre, in due è garantito il contatto tattile (statico o soothing), nell'altra è garantito il canale visivo. 

Con specifico riferimento a queste cinque situazioni, è stato ipotizzato che:

  1. nel gioco libero (momento dell'accoglienza che anticipa le attività laboratoriali vere e proprie), le madri utilizzino il tatto come canale di comunicazione in maniera quantitativamente consistente (De Chateau, 1976; Hertestein, 2002; Jean & Stack, 2012; Maskowski & Stack, 2007);

  2. nel momento del gioco di contatto (la spolverata), caratterizzato dall'utilizzo da parte della madre di un active-touch, i bambini attivino reazioni e meccanismi di regolazione tattile in misura minore rispetto ai contesti in cui la mamma è meno incentrata sull'interazione con il bambino  (Feldman, Singer, & Zagoory, 2010; Jean & Stack, 2012; Montirosso, 2010; Moreno, 2006). Mi aspetto pertanto, che i bambini utilizzino il tocco in quantità minore e che i tocchi appartengano prevalentemente alla categoria del tocco statico; inoltre, che il tono muscolare del bambino sia prevalentemente rilassato;

  3. nel momento dell'attività in cui la disponibilità della madre è minore (in quanto impegnata nell'attività motoria) ma è garantito il contatto tattile (esercizi da posizione eretta e da posizione distesa supina), i bambini attivino meccanismi di regolazione in misura simile e/o non significativamente diversa rispetto ai contesti in cui l'attenzione della mamma è sul bambino e l'interazione tattile è ricca e significativa;

  4. nel momento dell'attività in cui la disponibilità della madre è minore ed è garantita la direzione del capo della madre verso il bambino ma non il contatto tattile (esercizi in quadrupedia con posizione del bambino distesa supina e viso della madre direzionato verso il bambino), i bambini attivino meccanismi di regolazione tattile in misura maggiore rispetto ai contesti in cui la madre garantisce il contatto tattile. L'ipotesi è che la direzione del capo, combinata con lo sguardo (seppur non in maniera costante), non riesca a determinare una situazione comunicativo-relazionale simile a quella dell'interazione tattile, e stimoli pertanto nel bambino l'attivazione di maggiori meccanismi di regolazione e/o autoregolazione;

  5. le diverse tipologie di tocco messe in campo dal bambino co-occorrano con specifici toni edonici e direzioni del capo/sguardo; precedenti studi  hanno evidenziato tali co-occorrenze (Jones & Baron, 2002; Jones & Yarbrough, 1985); Moskowski, Stack e Chiarella (2009), indagando, ad esempio, le relazioni tra tipo di tocco e direzione dello sguardo, evidenziarono che nei momenti di interazione normale i bambini tendevano ad esibire tocchi statici combinati con lo sguardo rivolto alla madre;

  6. il contesto del fare ginnastica assieme determini prevalentemente nei bambini toni edonici positivi. A questo riguardo, un ulteriore obiettivo della ricerca è quello di rilevare eventuali differenze tra gli stati edonici espressi dei bambini nelle due macro-situazioni, di maggiore e minore disponibilità della madre.

 

Presentiamo di seguito un a tabella di sintesi dei principali risultati

 

 

BENESSERE della NEOMAMMA

 

La ricerca puntava a confermare studi precedenti che hanno evidenziato l'efficacia della pratica motoria nei primi mesi successivi al parto sia sul piano fisico che psicologico. I dati raccolti hanno confermato le ipotesi e l'attività è risultata essere estremamente efficace. Il laboratorio ha offerto strumenti ed esperienze in grado di intervenire sul benessere psicofisico delle neomamme e sulla gestione della loro quotidianità, sia su un piano fisico che psicologico.

BENESSERE del BAMBINO

La ricerca puntava ad evidenziare la funzione regolativa del contatto tattile (su un piano emotivo) e a far emergere i meccanismi di regolazione tattile attivati dal bambino, soprattutto nei momenti in cui la disponibilità della mamma non è totale (mentre fa gli esercizi). I dati raccolti hanno evidenziato che il bambino vive serenamente questi momenti e che il fatto di essere tenuto a contatto o vicino è sufficiente a garantirgli un'esperienza serena. L'esperienza del bambino diventa poi più ricca e vivace nel momento in cui la mamma interagisce con lui attraverso i giochi psicomotori proposti nei momenti iniziale, intermedio e finale.

 

La proposta formativa G.INS.E.N.G 

 

La presente proposta formativa rappresenta un "modulo base" ed è rivolta a educatori dei dei Nidi, insegnati di ginnastica posturale, pilates ecc... La proposta formativa è composta di due parti:

 

  1. la prima parte è centrata sul percorso di educazione alla comunicazione corporea motoria rivolta alle neomamme; rispetto a questo intervento si ipotizza che gli educatori fungano da stimolatori/facilitatori dell'attività, che potrà essere realizzata attraverso forme di autogestione da parte delle neomamme (con facilitazione/supporto da parte degli educatori);

  2. la seconda parte è centrata sui giochi di contatto  caregiver-bambino, rispetto ai quali gli educatori del centro potranno avere un ruolo più attivo e propositivo, conducendo direttamente la proposta. Un approfondimento specifico verrà dedicato ai Saluti Massaggiati del Corpo; si tratta di brevi massaggi accompagnati da - altrettanto brevi - filastrocche rigorosamente in rima; pur nella loro semplicità, rappresentano un ricco e sensato strumento di relazione (caregiver-bambino) e di conoscenza di sé (per il bambino). 

Metodologia

 

La metodologia formativa che verrà utilizzata prevede brevi momenti teorici di esposizione alternati a momenti di pratica, in cui i partecipanti avranno la possibilità di sperimentare in prima persona le attività proposte. 

E’ stato ipotizzato di lavorare con un  gruppo di massimo 25 persone. 

Le parti teoriche verranno affrontate con il gruppo intero (punti 1 e 3 della prima parte; punti 1 e 4 della seconda parte); invece nei momenti di esperienza in prima persona e di sperimentazione delle attività (punto 2 della prima parte: punti 2 e 3 della seconda parte) il gruppo verrà suddiviso in due sotto-gruppi che lavoreranno parallelamente e contemporaneamente, ma in spazi separati.

 

 

Curriculum Docenti

 

Beatrice Andalò – ideatrice del progetto - Pedagogista del Movimento; si è dapprima diplomata all' I.S.E.F per laurearsi successivamente in Scienze della Formazione – Esperto nei Processi formativi - e in Scienze Pedagogiche. I suoi principali interessi e il suo lavoro si focalizzano sulla progettazione e realizzazione di interventi di attività motoria, psicomotoria, fisica e sportiva.  Da oltre vent'anni lavora con enti pubblici e privati su tutto il territorio nazionale sia attuando interventi diretti sui bambini - con una specializzazione per la fascia 0-6 anni - sia gestendo corsi di formazione rivolti ad educatori, insegnanti e figure professionali che operano nel mondo dello sport.

 

** Pamela Sorrentino è una professionista esperta nel movimento e in acquaticità; si sta laureando in Scienze Motorie indirizzo preventivo-post riabilitativo del movimento – da sempre interessata al corpo e alle “memorie motorie che esso porta” fa un percorso di quattro anni a Milano diplomandosi in Terapia Prenatale e della Nascita con Dominique Degrange. I suoi principali interessi sono il tema della e sulla nascita e la conduzione di gruppi di genitori e bambini dai 0 ai 6 anni. Una frase che esprime la sua modalità di lavoro è “Ogni adulto viene dal bambino che era.. ha la propria storia, ogni storia ha il suo tempo. Ogni storia va accolta, vista e rispettata, di ogni storia bisogna aver cura”.

 

 

 

Possibili approfondimenti futuri

 

Il percorso formativo, come anticipato, rappresenta un modulo base; sono pertanto previsti approfondimenti formativi che qui sintetizziamo:

 

Prima parte: Attività G.INS.E.N.G (6 ore)  

  • Attività per l’apertura delle spalle e il contrasto del dorso curvo: presa di coscienza e contrasto delle posizioni chiuse

  • Attività per la tonificazione degli arti inferiori e superiori: come sostenere e alleggerire il lavoro a carico della schiena;

  • Attività di respirazione e rilassamento;

  • Come organizzare/programmare l'attività G.INS.E.N.G giornalmente o settimanalmente in ambiente domestico: strategie efficaci;

  • Come monitorare l'attività.

 

Seconda parte. I Saluti Massaggiati del Corpo (6 ore);

  • I Saluti delle articolazioni principali del corpo e dei "particolari" (adatti anche a bambini di fasce d'età superiori);

  • Come inventare Saluti Massaggiati "carichi di senso": ideazione del testo ritmico/rimico e combinazione con le tecniche ludiche di massaggio.

 

 

ASSOCIAZIONE LUDOFFICINA ADSC

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